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		<title>Note di Syrah</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 10:08:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vinicultura nel mondo]]></category>
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		<description><![CDATA[Vino corposo, dal colore scuro e dalla trasparenza piuttosto ridotta il vino Syrah, conosciuto anche come Shiraz, appartiene alla schiera dei grandi vini ricchi di personalit&#224;. Le sue origini, avvolte ancora nel mistero, sono da ricercarsi molto probabilmente nel Medioriente, anche se oggi due zone in particolare vengono associate al longevo vino: la Valle del Rodano in Francia e l&#8217;Australia. Nel mondo oggi viene coltivato in varie zone, sia in California, che in Sud Africa <a href="http://www.cascinamonreale.it/note-di-syrah/"> </a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Vino corposo, dal colore scuro e dalla trasparenza piuttosto ridotta il vino Syrah, conosciuto anche come Shiraz, appartiene alla schiera dei grandi vini ricchi di personalit&agrave;. Le sue origini, avvolte ancora nel mistero, sono da ricercarsi molto probabilmente nel Medioriente, anche se oggi due zone in particolare vengono associate al longevo vino: la Valle del Rodano in Francia e l&rsquo;Australia. Nel mondo oggi viene coltivato in varie zone, sia in California, che in Sud Africa e in Italia (tra i Syrah pi&ugrave; corposi annoveriamo sicuramente i siciliani).</p>
<p style="text-align: justify;"><dfn><div id="attachment_4225" class="wp-caption alignleft" style="width: 210px"><img class="size-medium wp-image-4225" title="Â© rachell - Fotolia" src="http://www.cascinamonreale.it/wp-content/uploads/2012/02/wpid-5b3b694a594780ccd063fa5dbb20112d.png" alt="Â© rachell - Fotolia" width="200" height="186" /><p class="wp-caption-text">Â© rachell - Fotolia</p></div></dfn></p>
<p style="text-align: justify;">Le differenze tra le due zone di maggiore produzione caratterizzano anche tutta la produzione mondiale, che vedr&agrave; privilegiare caratteristiche francesi o australiane. Le singole specificit&agrave; sono da ricondursi, oltre che alle differenze climatiche, anche e soprattutto alle tecniche di vinificazione adottate; nel caso dei Syrah francesi mantengono la purezza del vino e esaltano l&rsquo;aroma speziato, in particolare quello legato al sapore di pepe nero. Per i Syrah vinificati in Australia la tendenza vede questi spesso uniti al Cabernet Sauvignon e regalano generalmente sensazioni legate al gusto e agli aromi che ricordano di pi&ugrave; il sapore di frutta matura e di cioccolato.</p>
<p style="text-align: justify;">La storia del Syrah nella Valle del Rodano &egrave; molto antica; gi&agrave; ai tempi dell&rsquo;Impero Romano questa zona era particolarmente apprezzata per la produzione del pregiato vino. In Australia invece le uve vennero importate da Montpellier da James Busby nel 1837 e assunsero la denominazione Shiraz, che caratterizza anche i vini sudafricani. Aldil&agrave; delle differenze il vino Syrah si caratterizza per gradazioni alcoliche piuttosto alte e in se &egrave; <a title="un vino molto ricco di polifenoli" href="http://salute24.ilsole24ore.com/articles/3966-resveratrolo-nel-vino-rosso-il-segreto-contro-obesita-e-infarti" target="_blank">un vino molto ricco di polifenoli</a>. Si presta all&rsquo;affinamento in bottiglia, grazie al quale sviluppa e libera propriet&agrave; organolettiche dense e complesse. Assolutamente consigliato con pietanze a base di carni rosse, arrosti alla griglia e formaggi stagionati.</p>
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		<title>Record tutto italiano</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 14:07:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eno News]]></category>
		<category><![CDATA[agroalimentare]]></category>
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		<description><![CDATA[In un periodo nero per l’economia italiana buone notizie vengono dal settore che, insieme a quello della moda, ci contraddistingue all’estero: l’agroalimentare. Il settore nel complesso ha fatto registrare un incremento pari al 9% nel 2011, con la punta massima raggiunta dal solo settore vinicolo di ben 4 miliardi di euro di fatturato. Un record storico nella storia delle nostre esportazioni che di questi tempi acquista maggiore significato, nell’ottica del recupero dell’economia. Segnali quindi più <a href="http://www.cascinamonreale.it/record-tutto-italiano/"> </a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="Aticoliita" style="text-align: justify;"><span lang="IT">In un periodo nero per l’economia italiana buone notizie vengono dal settore che, insieme a quello della moda, ci contraddistingue all’estero: l’agroalimentare. Il settore nel complesso ha fatto registrare un incremento pari al 9% nel 2011, con la punta massima raggiunta dal solo settore vinicolo di ben 4 miliardi di euro di fatturato. </span></p>
<div id="attachment_3668" class="wp-caption alignright" style="width: 269px"><img class="size-medium wp-image-3668 " title="© jirkab - Fotolia" src="http://www.cascinamonreale.it/wp-content/uploads/2012/01/wpid-754dece90cbd7251bb87772fea3762db.png" alt="© jirkab - Fotolia" width="259" height="82" /><p class="wp-caption-text">© jirkab - Fotolia</p></div>
<p class="Aticoliita" style="text-align: justify;"><span lang="IT">Un record storico nella storia delle nostre esportazioni che di questi tempi acquista maggiore significato, nell’ottica del recupero dell’economia. Segnali quindi più che incoraggianti; un 14% in più su base annua è un dato di tutto rispetto, Paesi trainanti sono quelli dell’Unione Europea in primis, ma anche Stati Uniti e paesi asiatici con la Cina che ha fatto registrare un aumento delle ordinazioni pari all’87%. Il settore vinicolo italiano ha nei mercati esteri la maggior fonte di assorbimento dei suoi prodotti, si parla addirittura di percentuali tra il 60% e l’80%, secondo i dati forniti dai maggiori consorzi di vinicoltori italiani. All’interno dei nostri confini infatti il consumo di vino ha fatto registrare un meno 1%. </span></p>
<p class="Aticoliita" style="text-align: justify;"><span lang="IT">La vendita sui mercati esteri è stata inversamente proporzionale alla vendemmia del 2011, con 40 milioni di ettolitri, quindi il 14% in meno rispetto al 2010. Sul campo dei maggiori produttori mondiali siamo stati battuti quindi dalla Francia che ha chiuso il 2011 con ben 50,2 milioni di ettolitri. Ciò che sembra distinguere i vini italiani esportati non è tanto la quantità, quanto la qualità, che comporta inevitabilmente un innalzamento dei prezzi.</span></p>
<p class="Aticoliita" style="text-align: justify;"><span lang="IT"> Un segnale positivo che punta quindi a identificare sui mercati esteri <a title="i vini italiani" href="http://www.agi.it/food/notizie/201201261657-eco-rt10220-vino_da_oggi_a_roma_sensofwine_con_degustazioni_e_novita" target="_blank">i vini italiani</a> come vini di alta qualità, distinguendoli così da tutti gli altri. Importante è allora costruirsi e fortificare all’estero un’immagine chiara e distintiva, puntando molto su campagne di marketing e comunicazioni capaci di identificare chiaramente il nostro Paese con le sue ricchezze in termini di territorio e di cibo di qualità.</span></p>
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		<title>Certificazione vini</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 14:09:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
				<category><![CDATA[ABC del vino]]></category>
		<category><![CDATA[denominazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Per garantire ai consumatori chiarezza in materia di vini, l’Unione Europea ha disciplinato i vari tipi di vino, classificandoli in due categorie: vini da tavola prodotti nella comunità europea e vini di qualità prodotti in regioni determinate (VQPRD). Questi si caratterizzano per essere sottoposti a una disciplina particolare di produzione, a seconda i tipi di uve, il grado alcolico, la zona di produzione, etc. Nello specifico si distinguevano i seguenti tipi di etichette che troviamo <a href="http://www.cascinamonreale.it/certificazione-vini/"> </a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="text-align: justify;">Per garantire ai consumatori chiarezza in materia di vini, l’Unione Europea ha disciplinato i vari tipi di vino, classificandoli in due categorie: vini da tavola prodotti nella comunità europea e vini di qualità prodotti in regioni determinate (VQPRD). Questi si caratterizzano per essere sottoposti a una disciplina particolare di produzione, a seconda i tipi di uve, il grado alcolico, la zona di produzione, etc.</span></p>
<div id="attachment_3899" class="wp-caption alignleft" style="width: 210px"><img class="size-medium wp-image-3899" title="© volff - Fotolia" src="http://www.cascinamonreale.it/wp-content/uploads/2012/02/wpid-6a96e229bf0d4c7479005c110a542bac.png" alt="© volff - Fotolia" width="200" height="186" /><p class="wp-caption-text">© volff - Fotolia</p></div>
<p style="text-align: justify;"><span lang="IT">Nello specifico si distinguevano i seguenti tipi di etichette che troviamo sulle bottiglie dei vini commercializzati: DOCG sono i vini di denominazione di origine controllata e garantita, indica l’origine geografica del vino e viene assegnato a quei vini che da almeno 5 anni sono riconosciuti come vini DOC. Particolarmente pregiati si caratterizzano per il nome storico di un prodotto o della zona di produzione. Questo genere di denominazione venne introdotto nel 1984 e corrisponde al grado massimo di certificazione. I vini DOC sono prodotti in determinate zone geografiche e devono soddisfare i requisiti previsti dal disciplinare. Anche per i DOC tutte le fasi della produzione vengono strettamente controllati. Gli IGT sono invece riservati ai vini che s’identificano con una zona territoriale più ampia e il disciplinare di produzione è meno restrittivo rispetto agli altri vini. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span lang="IT">Questo era almeno fino al 2009 anno in cui il nuovo <a title="regolamento della EU" href="http://ec.europa.eu/agriculture/quality/index_en.htm" target="_blank">regolamento della EU</a> ha introdotto le certificazioni DOP e IGP, già applicate ai prodotti agricoli, ora anche al settore dei vini. Attualmente infatti sia la denominazione DOC che DOCG rientrano in quella DOP, ovvero denominazione di origine protetta. Aldilà delle singole diciture l’importante è certificare l’origine <a title="e il trattamento al quale" href="http://www.agi.it/salute/notizie/tumori-approvato-da-ue-nuovo-trattamento-per-carcinoma-ovarico" target="_blank">e il trattamento al quale</a> vengono sottoposti i vini, così da assicurare e tutelare un patrimonio non solo vinicolo, ma culturale, che tutti i vini di qualità pregiata portano con se.</span></p>
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		<title>La storia del Montalcino</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 11:21:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vinicultura in Italia]]></category>
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		<description><![CDATA[Il Montalcino è soprattutto conosciuto per il suo vino eccellente, ma possiede anche una storia affascinante che risale a un&#8217;epoca antica. La collina su cui si trova Montalcino fu già abitata con molta probabilità in epoca etrusca. Montalcino fu la prima volta volta ufficialmente menzionato in un documento del 814 e il primo nucleo abitativo risale al X secolo. Con il trasferimento degli abitanti di Roselle a Montalcino, la popolazione ebbe un notevole incremento demografico. <a href="http://www.cascinamonreale.it/la-storia-del-montalcino/"> </a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;" lang="it-IT">Il Montalcino è soprattutto conosciuto per il suo vino eccellente, ma possiede anche una storia affascinante che risale a un&#8217;epoca antica. La collina su cui si trova Montalcino fu già abitata con molta probabilità in epoca etrusca. Montalcino fu la prima volta volta ufficialmente menzionato in un documento del 814 e il primo nucleo abitativo risale al X secolo.</p>
<div id="attachment_3918" class="wp-caption alignright" style="width: 210px"><img class="size-medium wp-image-3918 " title="© trotalo - Fotolia" src="http://www.cascinamonreale.it/wp-content/uploads/2012/02/wpid-aec56e4092f436f67145f66e273957d5.png" alt="© trotalo - Fotolia" width="200" height="186" /><p class="wp-caption-text">© trotalo - Fotolia</p></div>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;" lang="it-IT">Con il trasferimento degli abitanti di Roselle a Montalcino, la popolazione ebbe un notevole incremento demografico. Fin dal Medioevo questo territorio svolse un ruolo di grande importanza nelle vicende politiche toscane. Montalcino fu infatti dal Duecento al Cinquecento al centro delle dispute tra Firenze e Siena. Tra le tante ragioni per cui questa terra fu proprio combattuta nei secoli, non c&#8217;é da dimenticare la vocazione enologica del territorio che rappresenta da sempre un habitat ideale per i vitigni. Le prime descrizioni del superbo Nobile di Montalcino, probabile discendente diretto del “vermiglio”, si possono leggere nelle cronache delle battaglie tra fiorentini e senesi, un vino già allora molto apprezzato.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;" lang="it-IT">Grazie alla attenta e curata coltivazione degli agricoltori della zona si sviluppò nel corso degli anni il vino che oggi conosciamo come “Brunello di Montalcino”. Nell&#8217;Ottocento venne realizzato per la prima volta il “Brunello” con uve sangiovese. Il vino corposo, vellutato ed armonico venne fatto invecchiare nelle botti di legno creando un prodotto superiore alla media. Il vino da allora riscosse subito un gran successo e fu soprattutto apprezzato per la sua longevità e la sua storia nei secoli. Nel 1980 il <a title="Brunello di Montalcino" href="http://www.consorziobrunellodimontalcino.it/" target="_blank">Brunello di Montalcino</a> ha ottenuto il riconoscimento della <a title="DOCG" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Denominazione_di_origine_controllata_e_garantita" target="_blank">DOCG</a>.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Il territorio del Comune di Montalcino in provincia di Siena è costituito da un insieme di dolci colline ed é delimitato a nord est a ovest dall&#8217;Ombrone, a est dal torrente Asso e a sud dall&#8217;Orcia. <span lang="it-IT">La posizione della cittá di Montalcino offre agli abitanti e visitatori una</span> vista mozzafiato sulle valli dell&#8217;Ombrone e dell&#8217;Asso.</p>
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		<title>Un viaggio nel Collio</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 11:26:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Collio, in friulano Cuel e in sloveno Brda, in provincia di Gorizia è un&#8217;area geografica collinare bellissima che si stende tra il fiume Isonzo, il fiume più azzurro d&#8217;Italia ed il fiume Judrio. Il territorio si divide tra Italia e Slovenia ed è soprattutto conosciuto per gli ottimi vini bianchi, classificati come i migliori a livello non solo nazionale, ma anche internazionale. La tradizione legata al vino risale in quest&#8217;area già al Medioevo. Già <a href="http://www.cascinamonreale.it/un-viaggio-nel-collio/"> </a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;" lang="it-IT">Il Collio, in friulano Cuel e in sloveno Brda, in provincia di Gorizia è un&#8217;area geografica collinare bellissima che si stende tra il fiume Isonzo, il fiume più azzurro d&#8217;Italia ed il fiume Judrio. Il territorio si divide tra Italia e Slovenia ed è soprattutto conosciuto per gli ottimi vini bianchi, classificati come i migliori a livello non solo nazionale, ma anche internazionale. La tradizione legata al vino risale in quest&#8217;area già al Medioevo. Già allora i vini eccellenti del Collio venivano serviti sulle tavole più illustri d&#8217;Europa, come ad esempio a Vienna, a Mosca, a Londra e al Vaticano.</p>
<div id="attachment_3919" class="wp-caption alignleft" style="width: 210px"><img class="size-medium wp-image-3919 " title="© Wilm Ihlenfeld - Fotolia" src="http://www.cascinamonreale.it/wp-content/uploads/2012/02/wpid-18d79fd7b8eb25fb1db490b14e0b5ba9.png" alt="© Wilm Ihlenfeld - Fotolia" width="200" height="186" /><p class="wp-caption-text">© Wilm Ihlenfeld - Fotolia</p></div>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;" lang="it-IT">Sono tanti i vini che questa terra produce e offre, dal Tocai (rinominato Friulano), la Ribolla Gialla, la Malvasia, il dolce Verduzzo. Questi vini, completamente autoctoni, sono ideali per accompagnare il pesce e come aperitivo. Senza dimenticare poi il Pinot grigio e bianco, lo Chardonnay, il Sauvignon, che sono di origine transalpina e qui hanno trovato un habitat ideale.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;" lang="it-IT">Oltre al vino superbo nella regione del Friuli si possono anche trovare dei prodotti tipici di alta gastronomia, che viziano il palato, come ad esempio il prosciutto di San Daniele, salami, salsicce, cotechini, per non parlare del Radicchio “Rosa di Gorizia”, le ciliege e prugne del Collio.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;" lang="it-IT">La tradizione del “tajut”, il bicchiere di vino, è diffusa in tutta la regione. Molti sono i posti in Friuli dove si può assaggiare un buon vino bianco accompagnato da qualche stuzzichino prelibato. A Gorizia, Cormons e Gradisca si beve molto bene in tutti i locali e la media del vino è eccelsa. L&#8217;Enoteca di Cormons e l&#8217;Enoteca regionale Serenissima offre indubbiamente una vasta scelta dei vini migliori prodotti in terra friulana.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;" lang="it-IT">La Cantina Produttori Cormons ha dato 40 anni fa il via a un progetto molto bello e particolare: qui viene prodotto il <a title="Vino della Pace" href="http://www.vinodellapace.com/3t/user/pages/main/main.php?user_section=la-vigna-del-mondo" target="_blank">Vino della Pace</a>, ricavato da seicento vitigni provenienti da tutto il mondo, ed inviato una volta all&#8217;anno ai Capi di Stato di tutto il mondo.</p>
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		<title>Negroamaro</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Jan 2012 14:06:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il sole della Puglia abbraccia le terre del Salento e culla i suoi vitigni, li rende forti, intensi, capaci di regalare grandi emozioni a chi si appresta a degustare un vino Negroamaro. Tra Lecce, Brindisi e Taranto sorgono le zone di maggiore produzione di questo vitigno, antichissimo per la sua storia ed estremamente moderno nei suo dati di vendita. Secondo i dati presentati al Vinitaly del 2008 il Negroamaro è al terzo posto tra i <a href="http://www.cascinamonreale.it/negroamaro/"> </a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="text-align: justify;">Il sole della Puglia abbraccia le terre del Salento e culla i suoi vitigni, li rende forti, intensi, capaci di regalare grandi emozioni a chi si appresta a degustare un vino Negroamaro.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span lang="IT">Tra Lecce, Brindisi <a title="e Taranto" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Storia_di_Taranto" target="_blank">e Taranto</a> sorgono le zone di maggiore produzione di questo vitigno, antichissimo per la sua storia ed estremamente moderno nei suo dati di vendita. Secondo i dati presentati al Vinitaly del 2008 il Negroamaro è al terzo posto tra i vini a denominazione d’origine controllata per quanto riguarda il tasso di crescita nelle vendite. </span></p>
<div id="attachment_3898" class="wp-caption alignright" style="width: 210px"><img class="size-medium wp-image-3898" title="© Claudio Colombo - Fotolia" src="http://www.cascinamonreale.it/wp-content/uploads/2012/02/wpid-e22214335eae47e472c8a8949844ffff.png" alt="© Claudio Colombo - Fotolia" width="200" height="186" /><p class="wp-caption-text">© Claudio Colombo - Fotolia</p></div>
<p style="text-align: justify;"><span lang="IT">Originariamente il vino era già conosciuto dai Greci nel VII sec. a.C. e per lungo periodo venne utilizzato solo per tagliare altri vini, specie quelli settentrionali e francesi caratterizzati da un tasso alcolico piuttosto limitato. Solo in seguito s’iniziò ad utilizzare il Negroamaro in purezza e negli ultimi anni il rilancio di questo vino a livello internazionale ha contribuito a dare un forte input alla produzione vinicola pugliese. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span lang="IT">Perfetto per accompagnare piatti intensi e tradizionali ha una gradazione intorno i 13 gradi e deve essere servito a una temperatura di circa 15-16 gradi. Ha un colore rosso rubino molto intenso, con riflessi quasi neri. E probabilmente deriva dal suo colore intenso il nome “Negroamaro”, dal dialetto “niuru maru”, nero e amaro o dai termini greci e latini che indicano il colore “nero”. In ogni caso un chiaro riferimento al colore scuro del vino e al suo sapore leggermente amarognolo, ma armonico. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span lang="IT">Ancora oggi il vino del Salento viene utilizzato insieme ad altre uve; insieme alla Malvasia bianca e nera da vita a un altro vino rinomato, il Leverano. Unito al Cabernet Sauvignon o alla Malvasia da vita a ottimi rosati e generalmente viene impiegato per la produzione di altri vini DOC. Un vino da gustare nella sua pienezza, magari accanto a un piatto di pasta fresca.</span></p>
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		<title>Il vino sudafricano</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 11:03:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vinicultura nel mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Pinotage]]></category>
		<category><![CDATA[Stellenbosch]]></category>
		<category><![CDATA[Sudafrica]]></category>
		<category><![CDATA[tradizione]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>

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		<description><![CDATA[Da poco una scoperta ha rivoluzionato il mondo del vino. Se prima la zona di produzione di vino era limitata all&#8217;Europa, agli Stati Uniti e in parte all&#8217;Oceania, ora esiste una nuova realtà che nel campo della vinicultura ha assunto un ruolo molto importante. Gli embarghi commerciali dovuti all&#8217;Apartheid fecero sì che la scoperta del vino sudafricano avvenne tardi. L&#8217;Africa non è un paese che ha una forte tradizione vinicola, a parte il Sudafrica che <a href="http://www.cascinamonreale.it/il-vino-sudafricano/"> </a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;" lang="it-IT">Da poco una scoperta ha rivoluzionato il mondo del vino. Se prima la zona di produzione di vino era limitata all&#8217;Europa, agli Stati Uniti e in parte all&#8217;Oceania, ora esiste una nuova realtà che nel campo della vinicultura ha assunto un ruolo molto importante. Gli embarghi commerciali dovuti all&#8217;Apartheid fecero sì che la scoperta del vino sudafricano avvenne tardi. L&#8217;Africa non è un paese che ha una forte tradizione vinicola, a parte il Sudafrica che produce invece vini di altissimo livello.</p>
<div id="attachment_3916" class="wp-caption alignright" style="width: 210px"><img class="size-medium wp-image-3916 " title="© Somi - Fotolia" src="http://www.cascinamonreale.it/wp-content/uploads/2012/02/wpid-ee08b53841bd9b66741eebbc996dc3d3.png" alt="© Somi - Fotolia" width="200" height="186" /><p class="wp-caption-text">© Somi - Fotolia</p></div>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;" lang="it-IT">La sua tradizione nel campo dell&#8217;enologia risale a 350 anni fa ed è oggi il settimo produttore di vino su <a title="scala mondiale" href="http://www.agi.it/food/notizie/201201111400-eco-rt10144-vino_spagna_incalza_italia_nella_lista_dei_big_mondiali" target="_blank">scala mondiale</a>. Le uve utilizzate per il vino sono quasi esclusivamente francesi ad eccezione del Pinotage, un incrocio tra Pinot Nero e Cinsaut, che ha ormai raggiunto una fama mondiale, vino coltivato tra l&#8217;altro anche in California e Nuova Zelanda. Le uve a bacca rossa in Sudafrica sono il Cabernet Sauvignon, Merlot, Cinsaut e Syrah, mentre quelle a bacca bianca sono il Chenin Blanc (nella zona noto come Steen), Colombard, Chardonnay, Sauvignon Blanc, Moscato d&#8217;Alessandria, Semillon e Crouchen.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;" lang="it-IT">La produzione vinicola in Sudafrica si concentra nella regione attorno alla Città del Capo. Stellenbosch rappresenta il centro dell&#8217;enologia del Sudafrica, una città sudafricana situata nel distretto di Cape Winelands, nella Provincia di Western Cape. L&#8217;industria del vino è l&#8217;industria più forte della zona con una produzione annuale di oltre un miliardo di litri di vino. Uno dei percorsi turistici più popolari è la Whine Route che offre ai visitatori numerose soste di degustazione. All&#8217;università di Stellenborsch, una delle principali università dello Stato Sudafricano, è stata istituita addirittura la facoltà di Viticoltura. Il primo professore di Viticultura fu il professore Abraham Izak Perold.</p>
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		<title>Decanter</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Jan 2012 14:05:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
				<category><![CDATA[ABC del vino]]></category>
		<category><![CDATA[bianchi]]></category>
		<category><![CDATA[cristallo]]></category>
		<category><![CDATA[decanter]]></category>
		<category><![CDATA[invecchiato]]></category>
		<category><![CDATA[organolettiche]]></category>
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		<description><![CDATA[A seconda della tipologia del vino, sulla base del suo invecchiamento e delle sue proprietà organolettiche questi verrà o meno decantato. L’operazione consiste praticamente nel travasare il vino dalla bottiglia a un contenitore apposito, il decanter. La sua forma ricorda molto quella di un’anfora, larga alla base e dal collo stretto, in prossimità dell’uscita si riallarga. Generalmente il decanter è realizzato in cristallo, materiale che permette al vino il contatto con la luce, essendo molto <a href="http://www.cascinamonreale.it/decanter/"> </a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="text-align: justify;">A seconda della tipologia del vino, sulla base del suo invecchiamento e delle sue proprietà organolettiche questi verrà o meno decantato. L’operazione consiste praticamente nel travasare il vino dalla bottiglia a un contenitore apposito, il decanter. La sua forma ricorda molto quella di un’anfora, larga alla base e dal collo stretto, in prossimità dell’uscita si riallarga. Generalmente il decanter è </span><a style="text-align: justify;" title="realizzato in cristallo" href="http://www.vitrum.it/classcomposizionetxt.htm" target="_blank">realizzato in cristallo</a><span style="text-align: justify;">, materiale che permette al vino il contatto con la luce, essendo molto sottile. Qualora si volesse acquistare un decanter si dovrà prestare attenzione alla presenza di un bollino che riporta la dicitura “cristallo con 24% di piombo”, che assicura l’originalità del materiale.</span></p>
<div id="attachment_3897" class="wp-caption alignleft" style="width: 210px"><img class="size-medium wp-image-3897" title="© Dmytro Panchenko - Fotolia" src="http://www.cascinamonreale.it/wp-content/uploads/2012/02/wpid-e7cd99b6be605a189229f8cbced16cc4.png" alt="© Dmytro Panchenko - Fotolia" width="200" height="186" /><p class="wp-caption-text">© Dmytro Panchenko - Fotolia</p></div>
<p style="text-align: justify;"><span lang="IT">Dicevamo che non tutti i vini necessitano della decantazione; i vini bianchi o quelli rossi giovani non richiedono infatti l’utilizzo del decanter. Questo perché l’ossigenazione che avverrebbe nella caraffa potrebbe, invece che esaltare il sapore e i profumi del vino, rovinarlo. Anche se le teorie a riguardo sono diverse e sono sempre strettamente correlate al tipo di vino considerato. Generalmente i vini che non sono stati filtrati o quelli invecchiati hanno bisogno della decantazione, tecnica che permette di separare la parte liquida dalla parte solida sedimentata. I vini sottoposti a lungo invecchiamento infatti presentano un deposito naturale sul fondo che mischiandosi con il vino ne altererebbe il sapore. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span lang="IT">È importante in questo senso travasare il vino al decanter in maniera graduale, facendo attenzione che i sedimenti non si riversino nella caraffa. La decantatura serve anche a far ossigenare il vino, in modo che possa sprigionare tutti i suoi profumi. Il decanter appartiene sicuramente alla quotidianità di chi vuole apprezzare i vini nella loro pienezza anche tra le mura domestiche, caratterizzando la tavola con un accessorio per il vino di grande importanza e di sicuro effetto.</span></p>
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