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		<title>Vino &amp; salute</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 16:43:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La storia del vino, soprattutto quello rosso, oramai da anni si intreccia con quella della medicina. &#200; noto che il vino rosso protegge il sistema cardiovascolare grazie alla presenza di polifenoli, sostanza che riduce sia i depositi di grasso nelle arterie che il rischio delle placche responsabili di infarti e ictus. Inoltre l&#8217;universit&#224; di Hopkins University School of medicine Baltimora ha scoperto che il resveratrolo presente nella bevanda di Bacco difende le cellule nervose dopo <a href="http://www.cascinamonreale.it/vino-salute/"> </a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><dfn><div id="attachment_7696" class="wp-caption alignright" style="width: 246px"><img class="size-medium wp-image-7696" title="&copy; lognetic - Fotolia" src="http://www.cascinamonreale.it/wp-content/uploads/2012/05/wpid-2604455deab76e208582c94a7c7f9287.png" alt="&copy; lognetic - Fotolia" width="236" height="157" /><p class="wp-caption-text">&copy; lognetic - Fotolia</p></div></dfn></p>
<p style="text-align: justify;">La storia del vino, soprattutto quello rosso, oramai da anni si intreccia con quella della medicina. &Egrave; noto che il vino rosso protegge il sistema cardiovascolare grazie alla presenza di <a title="polifenoli" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Polifenolo" target="_blank">polifenoli</a>, sostanza che riduce sia i depositi di grasso nelle arterie che il rischio delle placche responsabili di infarti e ictus.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre l&#8217;universit&agrave; di Hopkins University School of medicine Baltimora ha scoperto che il resveratrolo presente nella bevanda di Bacco difende le cellule nervose dopo un ictus. Anche sul sonno il vino, bevuto ovviamente con moderazione, pu&ograve; avere degli effetti benefici. Infatti negli estratti di bacca di Vitis &egrave; stata rivelata la presenza di melatonina, che ha effetti positivi sia sulla qualit&agrave; del sonno che sui ritmi circadiani. I benefici del vino legati alla presenza di sostanze antiossidanti che proteggono cuore e arterie sono da tempo piuttosto noti. Le ricerche dell&#8217;Universit&agrave; Aldo Moro di Bari e La Sapienza di Roma hanno evidenziato un nuovo effetto benefico del vino. Infatti il vino, specialmente quello rosso, &egrave; un ottimo alleato anticarie.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;azione antibatterica del vino contro i patogeni orali &egrave; l&#8217;ultima novit&agrave; scoperta dai ricercatori guidati a Bari dal professore Gianni Nardi e a Roma dal professore Roberto Grassi. I polifenoli presenti nel vino possiedono, cos&igrave; &egrave; scritto nello studio, &ldquo;attivit&agrave; inibente del processo di adesivit&agrave; batterica alla superficie dentale responsabile dell&#8217;insorgenza della carie&rdquo;, quindi sono in grado di bloccare i batteri che procurano le carie. <br />Particolarmente i vini italiani primeggiano in qualit&agrave; di virt&ugrave; salutari perch&eacute; ricchi di sostanze antiossidanti. Infatti in media le bottiglie di vino italiane contengono il doppio di sostanze antiossidanti rispetto a quelle californiane e addirittura quattro volte pi&ugrave; di quelle francesi. <br />Infine vogliamo ricordare che non si deve eccedere nel bere vino, come in qualsiasi altra bevanda alcolica. Un bicchiere di vino al giorno basta per farne una bevanda molto preziosa per l&#8217;organismo.</p>
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		<title>sughero o silicone?</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Apr 2012 15:37:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[ABC del vino]]></category>
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		<description><![CDATA[La grande domanda che si pongono gli operatori del settore del vino da tempo &#232; se continuare a utilizzare il tappo tradizionale di sughero, il quale per&#242; potrebbe conferire al vino il sapore di tappo, o usare nuovi tappi in silicone o in vetro. Il pi&#249; amato tra i tappi sia da consumatori che da operatori, in testa i sommelier, rimane indubbiamente il tappo in sughero. Cosa &#232; esattamente che conferisce al vino il &#8220;sentore <a href="http://www.cascinamonreale.it/sughero-o-silicone/"> </a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La grande domanda che si pongono gli operatori del settore del vino da tempo &egrave; se continuare a utilizzare il tappo tradizionale di sughero, il quale per&ograve; potrebbe conferire al vino il sapore di tappo, o usare nuovi tappi in silicone o in vetro. Il pi&ugrave; amato tra i tappi sia da consumatori che da operatori, in testa i sommelier, rimane indubbiamente il tappo in sughero.<dfn><div id="attachment_6462" class="wp-caption alignleft" style="width: 210px"><img class="size-medium wp-image-6462" title="&copy; pink candy - Fotolia" src="http://www.cascinamonreale.it/wp-content/uploads/2012/04/wpid-1aa68b7f161783c7be3ada2ce4e369be.png" alt="&copy; pink candy - Fotolia" width="200" height="186" /><p class="wp-caption-text">&copy; pink candy - Fotolia</p></div></dfn></p>
<p style="text-align: justify;">Cosa &egrave; esattamente che conferisce al vino il &ldquo;sentore di tappo&rdquo;? Si tratta di una presenza di composti organici nel sughero, tra cui il 2,4,6 tricloroanisolo o TCA, che danno al vino sentori di muffa o straccio bagnato a danno quindi dei sentori fruttati e aromatici. Oggi per evitare tale conveniente molti produttori optano per tappi tecnici di sughero o per tappi siliconici.</p>
<p style="text-align: justify;">Da sempre &egrave; il tappo di sughero a fare da padrone nel mondo del vino e costituisce un elemento di grande importanza per l&#8217;apprezzamento del prodotto. Il tappo di sughero &egrave; per&ograve; non solo un fattore estetico, ma offre anche al vino la condizione ideale per un lento invecchiamento permettendo uno scambio di ossigeno con l&#8217;esterno. Inoltre il tappo di sughero ammorbidisce i tannini e consente lo sviluppo di aromi raffinati. Oggi i problemi della bottiglia che sa di tappo sono in via di soluzione grazie al lavoro di ricerca svolto da Amorin Cork Italia. Di recente &egrave; stato presentato il primo &ldquo;Manuale Tecnico per il corretto utilizzo del tappo in sughero&rdquo;. Lo strumento &egrave; rivolto agli operatori del settore e in particolare alle cantine.</p>
<p style="text-align: justify;">Nonostante le ricerche portate avanti nel settore, i tappi di silicone stanno sempre pi&ugrave; prendendo piede sul mercato garantendo elevate performance qualitative a livello chimico. Oltre al &ldquo;problema del tappo&rdquo; ce n&#8217;&eacute; un secondo, cio&egrave; quello che le riserve di sughero stanno per finire. Gestire una <a title="quercia da sughero" href="http://www.sugheronaturale.it/ambiente-territorio.asp?ver=it" target="_blank">quercia da sughero</a> &egrave; un&#8217;impresa molto ardua, dato che la vita di una quercia pu&ograve; raggiungere i 200 anni e la qualit&agrave; del sughero deriva proprio dall&#8217;accurata gestione dell&#8217;albero.</p>
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		<title>Vinitaly 2012</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Mar 2012 15:07:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eno News]]></category>
		<category><![CDATA[edizione]]></category>
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		<description><![CDATA[Tra pochi giorni inizierà l&#8217;evento vinicolo più atteso dell&#8217;anno, questa volta in una veste innovativa. La fiera di Verona, che si terrà dal 25 al 28 marzo 2012, quindi da domenica a mercoledì, ospiterà quest&#8217;anno 4.000 espositori e vedrà una partecipazione di 156.000 operatori. L&#8217;ultima edizione del Salone dei vini più importante al mondo aveva stabilito un nuovo record di presenze con ben 156.000 visitatori, dei quali quasi un quarto esteri e provenienti da più <a href="http://www.cascinamonreale.it/vinitaly-2012/"> </a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Tra pochi giorni inizierà l&#8217;evento vinicolo più atteso dell&#8217;anno, questa volta in una veste innovativa. La fiera di Verona, che si terrà dal 25 al 28 marzo 2012, quindi da domenica a mercoledì, ospiterà quest&#8217;anno 4.000 espositori e vedrà una partecipazione di 156.000 operatori. L&#8217;ultima edizione del Salone dei vini più importante al mondo aveva stabilito un nuovo record di presenze con ben 156.000 visitatori, dei quali quasi un quarto esteri e provenienti da più di 110 Paesi, tra cui la Germania in testa, seguita dagli Stati Uniti e Canada, Regno Unito, Svizzera, Francia, Austria, Paesi dell&#8217;Est Europa, Cina e Hong Kong.</p>
<div id="attachment_5153" class="wp-caption alignright" style="width: 292px"><img class="size-medium wp-image-5153 " title="© Sabrina Del Din - Fotolia" src="http://www.cascinamonreale.it/wp-content/uploads/2012/03/wpid-c237d198c7e224003813a9821f07afe9.png" alt="© Sabrina Del Din - Fotolia" width="282" height="186" /><p class="wp-caption-text">© Sabrina Del Din - Fotolia</p></div>
<p style="text-align: justify;"><dfn></dfn>Il <a title="settore del vino" href="http://www.agi.it/food/notizie/201203061837-eco-rt10259-vino_e_boom_di_donne_impegnate_nel_settore" target="_blank">settore del vino</a> italiano sembra non essere stato minimamente toccato dalla crisi. Infatti nello scorso anno le esportazioni sono aumentate del 14% rispetto al 2010 raggiungendo 4 miliardi di Euro di valore venduto all&#8217;estero. Anche per quanto riguarda la qualità, il vino italiano quest&#8217;anno ha raggiunto un primato. Infatti la nota rivista internazionale Wine Spectator ha inserito quest&#8217;anno nella sua classifica dei cento vini migliori venti etichette italiane, superando quindi di tre quelle francesi.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra i migliori vini premiati troviamo Campogiovanni, Brunello di Montalcino 2006; Domenico Clerico, Barolo Ciabot Mentin Ginestra; Rivetto, Barolo Serralunga 2006; Tenuta Carlina, Brunello di Montalcino La Togata 2006; La Serena, Brunello di Montalcino 2006, Castello di Monsanto, Chianti Classico Riserva 2007.<br />
Con questi ottimi risultati apre la 46°edizione del <a title="Vinitaly" href="http://www.vinitaly.com/" target="_blank">Vinitaly</a>, che quest&#8217;anno è all&#8217;insegna dell&#8217;internalizzazione e sottolinea l&#8217;importanza a livello mondiale che il Salone ha assunto negli ultimi anni. Per la prima volta nel 2012 le porte apriranno di domenica e non in mezzo alla settimana, come sempre, appositamente per accogliere in massa i buyer e il pubblico consumatore.<br />
Per il 2013 sono state già fissate le date. Il Vinitaly si terrà dal 7 al 10 aprile 2013.</p>
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		<title>La Strada tedesca del vino</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Feb 2012 09:54:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vinicultura nel mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Bad Dürkheim]]></category>
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		<description><![CDATA[Lo scorso autunno abbiamo scoperto a bordo della mia Fiat Panda la Deutsche Weinstraße (“Strada tedesca del vino”). La strada è un famoso itinerario turistico che attraversa zone affascinanti della regione tedesca Rheinland-Pfalz (in italiano Renania-Palatinato) situata nella Germania sud-occidentale e confinante con la Francia. La regione produce il 70% del vino tedesco. La viticoltura è stata portata qui dai romani oltre 2000 anni fa. La strada del vino collega Schweigen a Bockenheim e offre <a href="http://www.cascinamonreale.it/la-strada-tedesca-del-vino/"> </a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_4234" class="wp-caption alignright" style="width: 295px"><img class="size-medium wp-image-4234  " title="© PANORAMO - Fotolia" src="http://www.cascinamonreale.it/wp-content/uploads/2012/02/wpid-b9585cc5fd9f05a0c2fac767ff1dda58.png" alt="© PANORAMO - Fotolia" width="285" height="186" /><p class="wp-caption-text">© PANORAMO - Fotolia</p></div>
<p style="text-align: justify;">Lo scorso autunno abbiamo scoperto a bordo della mia <a title="Fiat Panda" href="http://www.automobile.it/marcheemodelliauto/fiat/panda.html" target="_blank">Fiat Panda</a> la <em>Deutsche Weinstraße</em> (“Strada tedesca del vino”). La strada è un famoso itinerario turistico che attraversa zone affascinanti della regione tedesca Rheinland-Pfalz (in italiano Renania-Palatinato) situata nella Germania sud-occidentale e confinante con la Francia. La regione produce il 70% del vino tedesco. La viticoltura è stata portata qui dai romani oltre 2000 anni fa.</p>
<p style="text-align: justify;">La strada del vino collega Schweigen a Bockenheim e offre ben 85 km di panorami, che ricordano un po&#8217; quelli della nostra Toscana. Non a caso questa regione viene chiamata “La Toscana tedesca”, anche per via del clima, mite e paragonabile a quello dell&#8217;Italia centrale. La regione è molto ospitale ed è una terra ricca di tradizioni, soprattutto dal punto di vista enogastronomico. Per chi fosse in cerca di relax e natura, la terra offre bellissime escursioni sia a piedi che in bicicletta. L&#8217;ultima domenica di agosto l&#8217;intera strada viene chiusa al traffico per consentire a pedoni o ciclisti di percorrere la zona in piena libertà e tranquillità. L&#8217;itinerario percorre bellissime cittadine e villaggi vitivinicoli che hanno una storia millenaria e in autunno si possono visitare diverse feste del vino. La zona è collinare con bellissimi panorami sulle viti del Palatinato. Lungo la strada si incontrano cantine che offrono degustazioni di vini pregiati, come ad esempio il Riesling, Pinot Noir e Silvaner.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;" lang="it-IT">Una particolarità: a Bad Dürkheim è conservata la più grande botte del mondo in grado di contenere 1,7 milioni di litri, oggi è una taverna che può ospitare 650 persone.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;" lang="it-IT">La strada, oltre a offrire un bellissimo viaggio attraverso la storia del vino, offre anche agli appassionati di arte e cultura dei bellissimi itinerari alla scoperta di castelli, fortezze e tracce di antichi insediamenti romani.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;" lang="it-IT">Annualmente la Weinstraße ospita 300.000-400.000 visitatori.</p>
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		<title>Note di Syrah</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 10:08:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vinicultura nel mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Australia]]></category>
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		<description><![CDATA[Vino corposo, dal colore scuro e dalla trasparenza piuttosto ridotta il vino Syrah, conosciuto anche come Shiraz, appartiene alla schiera dei grandi vini ricchi di personalità. Le sue origini, avvolte ancora nel mistero, sono da ricercarsi molto probabilmente nel Medioriente, anche se oggi due zone in particolare vengono associate al longevo vino: la Valle del Rodano in Francia e l’Australia. Nel mondo oggi viene coltivato in varie zone, sia in California, che in Sud Africa <a href="http://www.cascinamonreale.it/note-di-syrah/"> </a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Vino corposo, dal colore scuro e dalla trasparenza piuttosto ridotta il vino Syrah, conosciuto anche come Shiraz, appartiene alla schiera dei grandi vini ricchi di personalità. Le sue origini, avvolte ancora nel mistero, sono da ricercarsi molto probabilmente nel Medioriente, anche se oggi due zone in particolare vengono associate al longevo vino: la Valle del Rodano in Francia e l’Australia. Nel mondo oggi viene coltivato in varie zone, sia in California, che in Sud Africa e in Italia (tra i Syrah più corposi annoveriamo sicuramente i siciliani).</p>
<div id="attachment_4225" class="wp-caption alignleft" style="width: 210px"><img class="size-medium wp-image-4225 " title="© rachell - Fotolia" src="http://www.cascinamonreale.it/wp-content/uploads/2012/02/wpid-5b3b694a594780ccd063fa5dbb20112d.png" alt="© rachell - Fotolia" width="200" height="186" /><p class="wp-caption-text">© rachell - Fotolia</p></div>
<p style="text-align: justify;">Le differenze tra le due zone di maggiore produzione caratterizzano anche tutta la produzione mondiale, che vedrà privilegiare caratteristiche francesi o australiane. Le singole specificità sono da ricondursi, oltre che alle differenze climatiche, anche e soprattutto alle tecniche di vinificazione adottate; nel caso dei Syrah francesi mantengono la purezza del vino e esaltano l’aroma speziato, in particolare quello legato al sapore di pepe nero. Per i Syrah vinificati in Australia la tendenza vede questi spesso uniti al Cabernet Sauvignon e regalano generalmente sensazioni legate al gusto e agli aromi che ricordano di più il sapore di frutta matura e di cioccolato.</p>
<p style="text-align: justify;">La storia del Syrah nella Valle del Rodano è molto antica; già ai tempi dell’Impero Romano questa zona era particolarmente apprezzata per la produzione del pregiato vino. In Australia invece le uve vennero importate da Montpellier da James Busby nel 1837 e assunsero la denominazione Shiraz, che caratterizza anche i vini sudafricani. Aldilà delle differenze il vino Syrah si caratterizza per gradazioni alcoliche piuttosto alte e in se è <a title="un vino molto ricco di polifenoli" href="http://salute24.ilsole24ore.com/articles/3966-resveratrolo-nel-vino-rosso-il-segreto-contro-obesita-e-infarti" target="_blank">un vino molto ricco di polifenoli</a>. Si presta all’affinamento in bottiglia, grazie al quale sviluppa e libera proprietà organolettiche dense e complesse. Assolutamente consigliato con pietanze a base di carni rosse, arrosti alla griglia e formaggi stagionati.</p>
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		<title>Record tutto italiano</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 14:07:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eno News]]></category>
		<category><![CDATA[agroalimentare]]></category>
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		<category><![CDATA[record]]></category>
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		<description><![CDATA[In un periodo nero per l’economia italiana buone notizie vengono dal settore che, insieme a quello della moda, ci contraddistingue all’estero: l’agroalimentare. Il settore nel complesso ha fatto registrare un incremento pari al 9% nel 2011, con la punta massima raggiunta dal solo settore vinicolo di ben 4 miliardi di euro di fatturato. Un record storico nella storia delle nostre esportazioni che di questi tempi acquista maggiore significato, nell’ottica del recupero dell’economia. Segnali quindi più <a href="http://www.cascinamonreale.it/record-tutto-italiano/"> </a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="Aticoliita" style="text-align: justify;"><span lang="IT">In un periodo nero per l’economia italiana buone notizie vengono dal settore che, insieme a quello della moda, ci contraddistingue all’estero: l’agroalimentare. Il settore nel complesso ha fatto registrare un incremento pari al 9% nel 2011, con la punta massima raggiunta dal solo settore vinicolo di ben 4 miliardi di euro di fatturato. </span></p>
<div id="attachment_3668" class="wp-caption alignright" style="width: 269px"><img class="size-medium wp-image-3668 " title="© jirkab - Fotolia" src="http://www.cascinamonreale.it/wp-content/uploads/2012/01/wpid-754dece90cbd7251bb87772fea3762db.png" alt="© jirkab - Fotolia" width="259" height="82" /><p class="wp-caption-text">© jirkab - Fotolia</p></div>
<p class="Aticoliita" style="text-align: justify;"><span lang="IT">Un record storico nella storia delle nostre esportazioni che di questi tempi acquista maggiore significato, nell’ottica del recupero dell’economia. Segnali quindi più che incoraggianti; un 14% in più su base annua è un dato di tutto rispetto, Paesi trainanti sono quelli dell’Unione Europea in primis, ma anche Stati Uniti e paesi asiatici con la Cina che ha fatto registrare un aumento delle ordinazioni pari all’87%. Il settore vinicolo italiano ha nei mercati esteri la maggior fonte di assorbimento dei suoi prodotti, si parla addirittura di percentuali tra il 60% e l’80%, secondo i dati forniti dai maggiori consorzi di vinicoltori italiani. All’interno dei nostri confini infatti il consumo di vino ha fatto registrare un meno 1%. </span></p>
<p class="Aticoliita" style="text-align: justify;"><span lang="IT">La vendita sui mercati esteri è stata inversamente proporzionale alla vendemmia del 2011, con 40 milioni di ettolitri, quindi il 14% in meno rispetto al 2010. Sul campo dei maggiori produttori mondiali siamo stati battuti quindi dalla Francia che ha chiuso il 2011 con ben 50,2 milioni di ettolitri. Ciò che sembra distinguere i vini italiani esportati non è tanto la quantità, quanto la qualità, che comporta inevitabilmente un innalzamento dei prezzi.</span></p>
<p class="Aticoliita" style="text-align: justify;"><span lang="IT"> Un segnale positivo che punta quindi a identificare sui mercati esteri <a title="i vini italiani" href="http://www.agi.it/food/notizie/201201261657-eco-rt10220-vino_da_oggi_a_roma_sensofwine_con_degustazioni_e_novita" target="_blank">i vini italiani</a> come vini di alta qualità, distinguendoli così da tutti gli altri. Importante è allora costruirsi e fortificare all’estero un’immagine chiara e distintiva, puntando molto su campagne di marketing e comunicazioni capaci di identificare chiaramente il nostro Paese con le sue ricchezze in termini di territorio e di cibo di qualità.</span></p>
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		<title>Certificazione vini</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 14:09:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
				<category><![CDATA[ABC del vino]]></category>
		<category><![CDATA[denominazione]]></category>
		<category><![CDATA[disciplinare]]></category>
		<category><![CDATA[DOP]]></category>
		<category><![CDATA[IGP]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>
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		<description><![CDATA[Per garantire ai consumatori chiarezza in materia di vini, l’Unione Europea ha disciplinato i vari tipi di vino, classificandoli in due categorie: vini da tavola prodotti nella comunità europea e vini di qualità prodotti in regioni determinate (VQPRD). Questi si caratterizzano per essere sottoposti a una disciplina particolare di produzione, a seconda i tipi di uve, il grado alcolico, la zona di produzione, etc. Nello specifico si distinguevano i seguenti tipi di etichette che troviamo <a href="http://www.cascinamonreale.it/certificazione-vini/"> </a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="text-align: justify;">Per garantire ai consumatori chiarezza in materia di vini, l’Unione Europea ha disciplinato i vari tipi di vino, classificandoli in due categorie: vini da tavola prodotti nella comunità europea e vini di qualità prodotti in regioni determinate (VQPRD). Questi si caratterizzano per essere sottoposti a una disciplina particolare di produzione, a seconda i tipi di uve, il grado alcolico, la zona di produzione, etc.</span></p>
<div id="attachment_3899" class="wp-caption alignleft" style="width: 210px"><img class="size-medium wp-image-3899" title="© volff - Fotolia" src="http://www.cascinamonreale.it/wp-content/uploads/2012/02/wpid-6a96e229bf0d4c7479005c110a542bac.png" alt="© volff - Fotolia" width="200" height="186" /><p class="wp-caption-text">© volff - Fotolia</p></div>
<p style="text-align: justify;"><span lang="IT">Nello specifico si distinguevano i seguenti tipi di etichette che troviamo sulle bottiglie dei vini commercializzati: DOCG sono i vini di denominazione di origine controllata e garantita, indica l’origine geografica del vino e viene assegnato a quei vini che da almeno 5 anni sono riconosciuti come vini DOC. Particolarmente pregiati si caratterizzano per il nome storico di un prodotto o della zona di produzione. Questo genere di denominazione venne introdotto nel 1984 e corrisponde al grado massimo di certificazione. I vini DOC sono prodotti in determinate zone geografiche e devono soddisfare i requisiti previsti dal disciplinare. Anche per i DOC tutte le fasi della produzione vengono strettamente controllati. Gli IGT sono invece riservati ai vini che s’identificano con una zona territoriale più ampia e il disciplinare di produzione è meno restrittivo rispetto agli altri vini. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span lang="IT">Questo era almeno fino al 2009 anno in cui il nuovo <a title="regolamento della EU" href="http://ec.europa.eu/agriculture/quality/index_en.htm" target="_blank">regolamento della EU</a> ha introdotto le certificazioni DOP e IGP, già applicate ai prodotti agricoli, ora anche al settore dei vini. Attualmente infatti sia la denominazione DOC che DOCG rientrano in quella DOP, ovvero denominazione di origine protetta. Aldilà delle singole diciture l’importante è certificare l’origine <a title="e il trattamento al quale" href="http://www.agi.it/salute/notizie/tumori-approvato-da-ue-nuovo-trattamento-per-carcinoma-ovarico" target="_blank">e il trattamento al quale</a> vengono sottoposti i vini, così da assicurare e tutelare un patrimonio non solo vinicolo, ma culturale, che tutti i vini di qualità pregiata portano con se.</span></p>
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		<title>La storia del Montalcino</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 11:21:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vinicultura in Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Brunello]]></category>
		<category><![CDATA[DOCG]]></category>
		<category><![CDATA[Montalcino]]></category>
		<category><![CDATA[Siena]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
		<category><![CDATA[Toscana]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Montalcino è soprattutto conosciuto per il suo vino eccellente, ma possiede anche una storia affascinante che risale a un&#8217;epoca antica. La collina su cui si trova Montalcino fu già abitata con molta probabilità in epoca etrusca. Montalcino fu la prima volta volta ufficialmente menzionato in un documento del 814 e il primo nucleo abitativo risale al X secolo. Con il trasferimento degli abitanti di Roselle a Montalcino, la popolazione ebbe un notevole incremento demografico. <a href="http://www.cascinamonreale.it/la-storia-del-montalcino/"> </a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;" lang="it-IT">Il Montalcino è soprattutto conosciuto per il suo vino eccellente, ma possiede anche una storia affascinante che risale a un&#8217;epoca antica. La collina su cui si trova Montalcino fu già abitata con molta probabilità in epoca etrusca. Montalcino fu la prima volta volta ufficialmente menzionato in un documento del 814 e il primo nucleo abitativo risale al X secolo.</p>
<div id="attachment_3918" class="wp-caption alignright" style="width: 210px"><img class="size-medium wp-image-3918 " title="© trotalo - Fotolia" src="http://www.cascinamonreale.it/wp-content/uploads/2012/02/wpid-aec56e4092f436f67145f66e273957d5.png" alt="© trotalo - Fotolia" width="200" height="186" /><p class="wp-caption-text">© trotalo - Fotolia</p></div>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;" lang="it-IT">Con il trasferimento degli abitanti di Roselle a Montalcino, la popolazione ebbe un notevole incremento demografico. Fin dal Medioevo questo territorio svolse un ruolo di grande importanza nelle vicende politiche toscane. Montalcino fu infatti dal Duecento al Cinquecento al centro delle dispute tra Firenze e Siena. Tra le tante ragioni per cui questa terra fu proprio combattuta nei secoli, non c&#8217;é da dimenticare la vocazione enologica del territorio che rappresenta da sempre un habitat ideale per i vitigni. Le prime descrizioni del superbo Nobile di Montalcino, probabile discendente diretto del “vermiglio”, si possono leggere nelle cronache delle battaglie tra fiorentini e senesi, un vino già allora molto apprezzato.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;" lang="it-IT">Grazie alla attenta e curata coltivazione degli agricoltori della zona si sviluppò nel corso degli anni il vino che oggi conosciamo come “Brunello di Montalcino”. Nell&#8217;Ottocento venne realizzato per la prima volta il “Brunello” con uve sangiovese. Il vino corposo, vellutato ed armonico venne fatto invecchiare nelle botti di legno creando un prodotto superiore alla media. Il vino da allora riscosse subito un gran successo e fu soprattutto apprezzato per la sua longevità e la sua storia nei secoli. Nel 1980 il <a title="Brunello di Montalcino" href="http://www.consorziobrunellodimontalcino.it/" target="_blank">Brunello di Montalcino</a> ha ottenuto il riconoscimento della <a title="DOCG" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Denominazione_di_origine_controllata_e_garantita" target="_blank">DOCG</a>.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Il territorio del Comune di Montalcino in provincia di Siena è costituito da un insieme di dolci colline ed é delimitato a nord est a ovest dall&#8217;Ombrone, a est dal torrente Asso e a sud dall&#8217;Orcia. <span lang="it-IT">La posizione della cittá di Montalcino offre agli abitanti e visitatori una</span> vista mozzafiato sulle valli dell&#8217;Ombrone e dell&#8217;Asso.</p>
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